Chi vuole acquistare la prima casa ma non dispone di garanzie sufficienti (o di un anticipo importante da versare) può contare, in molti casi, su un aiuto dello Stato: il Fondo di garanzia per i mutui prima casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Si tratta di uno strumento che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale per chi vuole accedere a un mutuo prima casa, soprattutto per le categorie più fragili dal punto di vista finanziario (giovani, famiglie numerose, nuclei monogenitoriali e, dal 2026, anche le persone con disabilità grave). Vediamo insieme come funziona il Fondo di garanzia Consap, chi può richiederlo e quali sono i requisiti aggiornati.

Cos’è il Fondo di garanzia Consap e come funziona
Il Fondo di garanzia per i mutui prima casa è stato istituito per facilitare l’accesso al credito di chi vuole acquistare la propria abitazione principale ma non riesce a fornire alla banca tutte le garanzie che normalmente vengono richieste (per esempio un fideiussore o un secondo immobile a copertura). Questi fondi sono gestiti da Consap, la società pubblica che amministra diversi fondi di garanzia statali, e sono stati più volte rifinanziati e prorogati dal legislatore: l’ultima proroga, disposta dalla Legge di Bilancio, ha esteso l’operatività del Fondo fino al 31 dicembre 2027, con una dotazione annua di alcune centinaia di milioni di euro (ben superiore, quindi, rispetto ai circa 10 milioni di euro stanziati nel lontano 2020, quando il Fondo era ancora una misura relativamente marginale).
Il meccanismo alla base del Fondo è semplice: lo Stato, tramite Consap, garantisce alla banca una parte del capitale erogato con il mutuo. Se il mutuatario non riesce più a pagare le rate e la procedura di recupero del credito da parte della banca non è sufficiente a coprire l’intero debito, la banca può rivalersi su Consap per la quota garantita. A sua volta, lo Stato (tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) può successivamente tentare di recuperare quella somma dal debitore originario, per esempio tramite cartella esattoriale: la garanzia statale, quindi, non estingue il debito del mutuatario, ma tutela la banca e rende quest’ultima più disponibile a erogare il mutuo, spesso anche al 100% del valore dell’immobile (ne parliamo più diffusamente nel nostro articolo dedicato al mutuo 100 per cento).
Le percentuali di garanzia: dal 50% all’80-90%
La misura “base” della garanzia statale è pari al 50% della quota capitale del finanziamento, per un mutuo di importo massimo garantito di 250.000 euro. Per questa fascia base non ci sono limitazioni legate al reddito o all’ISEE del richiedente: è la fascia a cui, in teoria, può accedere chiunque rispetti i requisiti sull’immobile che vedremo più avanti.
Negli ultimi anni, però, il legislatore ha introdotto percentuali di garanzia più elevate per alcune categorie ritenute prioritarie, e in questi casi l’ISEE diventa invece un requisito rilevante:
- chi ha meno di 36 anni al momento della firma dell’atto di mutuo, con un ISEE non superiore a 40.000 euro annui, può ottenere una garanzia statale fino all’80% della quota capitale;
- rientrano nella stessa fascia anche le giovani coppie (sposate o conviventi da almeno due anni, con almeno un componente under 36) e i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
- i nuclei familiari numerosi (a partire da tre figli a carico) con ISEE fino a 40.000-50.000 euro, a seconda del numero di figli, possono arrivare fino al 90% di garanzia;
- dal 3 agosto 2026, per effetto della legge 116/2026 (di conversione del decreto-legge 66/2026), è stata introdotta una nuova categoria prioritaria: le persone con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992, e i familiari conviventi (genitori o fratelli/sorelle) che risiedano con la persona con disabilità da almeno due anni. Anche per questa categoria la garanzia statale può arrivare all’80% della quota capitale, sempre con ISEE del nucleo non superiore a 40.000 euro.
L’affermazione “non esistono limitazioni di reddito”, che si legge spesso nelle guide meno aggiornate su questo Fondo, va quindi presa con cautela: resta vera per la garanzia base al 50%, ma non per le fasce potenziate, che sono legate a specifiche soglie ISEE.
Chi può richiedere la garanzia Consap: i requisiti sull’immobile
Oltre ai requisiti legati all’età, al reddito e alla composizione del nucleo familiare appena visti, il Fondo pone anche alcuni requisiti relativi all’immobile che si intende acquistare (o ristrutturare, si veda anche la nostra guida al mutuo ristrutturazione casa):
- l’immobile deve trovarsi sul territorio italiano;
- deve essere destinato ad abitazione principale del richiedente;
- non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso: sono quindi escluse le categorie A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici);
- il richiedente non deve essere già proprietario di altri immobili a uso abitativo, salvo l’eccezione per gli immobili ricevuti in eredità e attualmente occupati, a titolo gratuito, dai genitori o dai fratelli/sorelle del richiedente.
Come richiedere la garanzia e tempi della domanda
La domanda per accedere al Fondo non va presentata direttamente a Consap, ma alla banca o all’intermediario finanziario presso cui si richiede il mutuo: sarà poi l’istituto di credito a trasmettere la richiesta di garanzia a Consap. Per questo motivo è importante rivolgersi a una banca che abbia sottoscritto la convenzione con Consap: l’elenco aggiornato degli intermediari aderenti (che comprende gran parte dei principali gruppi bancari italiani, oltre a diverse banche di credito cooperativo e finanziarie locali) è pubblicato e aggiornato periodicamente sul sito ufficiale di Consap, insieme alla modulistica necessaria per la richiesta.
Una volta ricevuta la domanda completa dalla banca, Consap comunica l’esito dell’istruttoria entro 20 giorni: un termine che, a differenza di molte altre cifre citate in passato per questo Fondo, risulta ancora oggi confermato dalla normativa vigente. Successivamente la banca ha 90 giorni di tempo per comunicare a Consap se il mutuo garantito è stato effettivamente erogato (o se la richiesta è stata respinta o non è andata a buon fine).
Per la modulistica aggiornata e per l’elenco delle banche aderenti, la fonte più attendibile resta sempre la pagina ufficiale dedicata al Fondo Prima Casa sul sito di Consap, che viene aggiornata con una certa frequenza: ti consigliamo di consultarla direttamente prima di presentare la domanda, invece di fare riferimento a numeri o moduli non più aggiornati.
I numeri del Fondo: un aiuto per oltre 20% dei mutui italiani
Il ricorso al Fondo di garanzia è cresciuto molto negli anni, complice anche l’estensione delle percentuali di garanzia e delle categorie beneficiarie: secondo i dati più recenti diffusi da Consap, dall’avvio della misura sono stati garantiti oltre 540.000 mutui, per un controvalore complessivo di circa 65 miliardi di euro. Si stima che oggi il Fondo intervenga su oltre il 20% dei mutui prima casa erogati in Italia, un dato che testimonia quanto questo strumento sia diventato centrale per l’accesso alla proprietà immobiliare, soprattutto per le fasce di popolazione più giovani o economicamente più fragili.
Se stai valutando l’acquisto della prima casa e pensi di poter rientrare in una delle categorie viste sopra, ti conviene informarti presso la tua banca (o confrontare più istituti, magari partendo dalla nostra guida ai mutui) su come richiedere concretamente l’accesso alla garanzia Consap: si tratta spesso della differenza che permette di ottenere il via libera a un mutuo che altrimenti, per mancanza di garanzie sufficienti, verrebbe negato o concesso solo a condizioni più svantaggiose.