Gestire un conto corrente bancario tradizionale come minimo prevede una spesa di una decina di euro al mese. Ma ovviamente dipende dalla tipologia di conto e la cifra può salire in maniera considerevole. Si stima che le spese legate alla gestione del conto corrente oscillano tra i 130 e i 750 euro all’anno. (Nota 2026: da aggiornare con cautela — secondo l’indagine ufficiale più recente di Banca d’Italia (dati 2024), il costo medio effettivo di un conto tradizionale è di 101,1€/anno, quello di un conto online di 30,6€/anno: cifre più basse del range “130-750€” qui indicato. Il tetto massimo di 750€ resta comunque plausibile per i profili con uso intenso di sportello e le banche più costose, come confermano le indagini Altroconsumo 2026 sui rincari in filiale; ma la soglia minima di 130€ oggi risulta più alta della media ufficiale. Ti consigliamo di rivedere questo range con i dati Bankitalia più recenti prima di ripubblicare.)
Volendo rimanere nell’ordinario, è possibile risparmiare fino a 600-700 euro in 5 anni. Il che non è poco. (Nota 2026: sulla base della media ufficiale Bankitalia citata sopra, il divario medio reale fra conto tradizionale e online è oggi di circa 70€/anno, che in 5 anni equivalgono a circa 350€ — una cifra comunque significativa, anche se più contenuta rispetto ai “600-700€” indicati qui. Il risparmio può però avvicinarsi o superare quella cifra per chi ha un conto tradizionale con uso frequente dello sportello.)
Come? Scegliendo un conto online a zero spese. Perché il conto online è in grado di abbattere i costi relativi ai bonifici, alle carte di credito e ai prelievi.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come scegliere un conto online per risparmiare.
Conto online, ecco quanto si può risparmiare e perché
A dirlo sono i dati statistici a livello europeo: i conti correnti in Italia sono tra i più cari d’Europa. Circa il 50% dei costi è legato alle commissioni che le banche addebitano in seguito alle più comuni operazioni. (Nota 2026: il confronto europeo più recente che abbiamo trovato su questo tema risale a uno studio CGIA del 2015-2016, quindi troppo datato per confermare con certezza che l’Italia sia “tra i più cari d’Europa” ancora oggi. Consigliamo di verificare con un confronto europeo più aggiornato prima di ripubblicare questa affermazione, oppure di ammorbidirla.) Senza contare che già dal 2013 il rendimento dei conti è caduto in picchiata, passando dallo 0,10% allo 0,02%. (Nota 2026: il quadro è cambiato rispetto a quando è stato scritto questo articolo. Dopo i rialzi dei tassi BCE del 2022-2023, diverse banche online (es. ING, BBVA) offrono oggi tassi promozionali del 3-4% lordo sulla liquidità del conto corrente, mentre i conti deposito arrivano fino al 3-4,3%. I conti correnti tradizionali restano invece spesso a rendimento pressoché nullo. Il quadro quindi non è più semplicemente “tutti i conti rendono lo 0,02%”: conviene aggiornare questa parte in base al tipo di conto.)
I conti tradizionali prevedono una serie di costi da sostenere, ad esempio che riguardano le cifre da addebitare per ogni operazione effettuata nonché i costi fissi di gestione, prelevati in automatico dal conto ogni mese. Ad onor del vero va sottolineato che grazie al servizio home banking è possibile abbattere i costi legati alle singole operazioni allo sportello. Ma si può fare di più.
Purtroppo mettere i soldi “sotto al materasso” non è possibile. Basti pensare all’accredito dello stipendio, della pensione, ai bonus per i figli o alle indennità, nonché ai bonifici in favore di chi lavora online, che non conosce altro metodo di pagamento se non quello elettronico.
Avere un conto corrente è diventato dunque “obbligatorio”, pertanto l’unico libero arbitrio che resta riguarda la scelta della tipologia di conto su cui fare affidamento.
Dal momento che si stima che una famiglia risparmi fino al 99% nell’avere un conto online, ecco che queste informazioni risulteranno senza dubbio utili per chi sta cercando il modo di risparmiare in questo senso. (Nota 2026: non abbiamo trovato una fonte recente che confermi esattamente questo “99%”. Sulla base dei dati Bankitalia più aggiornati (30,6€/anno online contro 101,1€/anno tradizionale), il risparmio medio reale è di circa il 70%, non del 99% — comunque una percentuale rilevante, ma ti consigliamo di correggere o rimuovere questa cifra specifica.)
I vantaggi del conto online
Analizziamo le principali differenze di costi tra un conto online e uno tradizionale “a sportello”:
- Il conto corrente Giovani allo sportello varia da 1 euro a 151,38 all’anno (dipende dagli istituti bancari) mentre andando online le spese oscillano tra 0 euro e al massimo 140 €
- Una famiglia standard, con operatività media sul conto (ovvero circa una ventina di operazioni al mese) deve corrispondere anche oltre 140 euro all’anno per la gestione del conto. Se invece, a parità di condizioni, gestisce il conto online, ecco che i costi si aggirano sui 100 €
- Il pensionato, che magari si limita ad una decina di operazioni mensili, paga fino a 100 euro all’anno per mantenere il suo conto corrente in banca mentre ne spenderebbe all’incirca la metà online
- Il conto corrente studenti, varia anche questo sulla base della banca.
- I conti correnti per protestati, sono molto più difficili da trovare e molto cari. In questo caso è molto più semplice aprire uno dei tanti conti correnti online.
(Nota 2026: queste cifre risalgono probabilmente al 2019/2020 e non siamo riusciti a trovare una fonte aggiornata che le confermi esattamente riga per riga. L’ordine di grandezza resta però plausibile: l’indagine Altroconsumo 2026 sull’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) rileva, per le operazioni in filiale, circa 116€/anno per i giovani, 212€/anno per le famiglie e 200€/anno per i pensionati — cifre nello stesso ordine di grandezza ma più alte di quelle qui riportate, specialmente per famiglie e pensionati. Consigliamo di aggiornare questi numeri con dati più recenti prima di ripubblicare l’articolo.)
Vantaggi non solo per i privati ma anche per le aziende
Negli ultimi anni sono nati molti conti correnti aziendali online. Conti correnti a tutti gli effetti scelti da decine di migliaia di clienti in tutta Italia.
Le voci di spesa su cui risparmiare
Abbiamo anticipato che il conto online è più economico di quello tradizionale, in particolar modo perché consente di abbattere una serie di costi, sempre più impegnativi invece nel caso di conto tradizionale.
Vediamo dunque nel dettaglio quali sono queste specifiche voci di spesa.
Innanzitutto, partiamo dal presupposto che tutti i conti online sono a zero spese. Questo per il semplice motivo che non prevedono un canone fisso da pagare. Ovviamente, questo non significa che la loro gestione sia sempre e totalmente gratuita. Ma in base all’uso che se ne fa e al consumo, è possibile personalizzarlo anche dal punto di vista delle spese da sostenere.
Questo si aggiunge una serie di vantaggi:
• Il conto online non ha spese e offre anche la possibilità di avere una carta di credito o debito (bancomat) gratuita, così come la prepagata ricaricabile.
• I conti correnti online spesso presentano offerte molto “golose” per i nuovi acquirenti, come ad esempio dei buoni di benvenuto (come voucher) da spendere subito su siti super-assortiti come Amazon
• Eseguire un bonifico online costa al massimo 1 euro in media, mentre per chi si reca allo sportello, il costo è di 5 euro (Nota 2026: ordine di grandezza ancora plausibile — un’indagine Altroconsumo 2026 cita ad esempio Credem con un bonifico allo sportello arrivato a 6€, leggermente sopra i 5€ qui indicati. I bonifici online restano invece tipicamente gratuiti o quasi su gran parte dei conti digitali.)
- I conti online permettono di pagare le bollette a costo zero mentre, se si va allo sportello, ci può essere un rincaro fino a 5 euro
- Il prelievo in cassa può prevedere una commissione anche di 3 euro se differente dalla propria banca mentre, grazie al conto online, il prelievo allo sportello ATM è sempre senza costi aggiuntivi
- Richiedere un saldo in filiale può avere un sovrapprezzo anche di 2,50-3 €. Costi che assolutamente sono azzerati grazie al conto corrente online. È possibile consultare in maniera gratuita il proprio conto sul web oppure usufruire delle apposite App per cellulari e tablet.
(Nota 2026: non abbiamo trovato conferme dirette e aggiornate per queste singole voci di costo (bollette, prelievo in cassa, saldo in filiale): restano in linea di massima plausibili come ordine di grandezza rispetto ai dati generali su costi di filiale trovati per il resto dell’articolo, ma ti consigliamo di verificarle singolarmente prima di ripubblicare cifre così specifiche.)
L’importante è scegliere o l’uno o l’altro conto ma valutando bene le proprie esigenze. Come specifica anche il CTCU (Centro Tutela Consumatori Utenti) ciò che senza dubbio è da evitare, è di pagare “al consumo” ovvero vedersi addebitare i costi singoli legati ad ogni operazione. In questo caso, si perde facilmente il “conto” e si può arrivare a sborsare anche 750 euro all’anno. (Nota 2026: il CTCU esiste ancora ed è tuttora attivo su questi temi — è il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige, consumer.bz.it, che pubblica anche oggi guide sui costi dei conti correnti, quindi il riferimento resta valido.)