Calcolo Cessione del Quinto: La Guida Step By Step

Avete bisogno di denaro, per questo avete contattato una società finanziaria, avete compilato la domanda di finanziamento e consegnato tutta la documentazione richiesta. Dopo alcuni giorni ricevete la risposta: prestito negato.

Ma voi, di quel denaro, avete un gran bisogno. Così vi ricordate di quel vostro collega che, un giorno, vi raccontò di aver appena chiesto (e ottenuto) un finanziamento grazie alla cessione del quinto dello stipendio. Lo ricordate?

Bene. Se avete sentito parlare del prestito con la cessione del quinto dello stipendio, se ne avete colto le opportunità e la facilità, ma non sapete ancora bene come funziona, mettetevi comodi e seguite passo passo tutte queste istruzioni. Alla fine di questo articolo non solo saprete le informazioni più importanti  su questa forma di finanziamento, sul calcolo cessione del quinto, ma sarete anche in grado di consigliare i vostri amici e colleghi. E magari ci rimedierete pure un caffè pagato.

Scherzi a parte, procediamo.

Cos’è e come funziona?

Il prestito tramite cessione del quinto è una forma di finanziamento personale che è stato introdotto nell’immediato dopoguerra. Per la precisione è stato introdotto con il Decreto del Presidente della Repubblica n.180 del 5 gennaio 1950 e dal relativo regolamento attuativo del 28 luglio 1950 n.895.

Nel nome sta tutto il succo e la spiegazione di come questa forma di credito funziona. Il nome deriva, infatti, dal calcolo dell’importo massimo della rata che dovrete rimborsare alla società che avrà erogato il finanziamento. Questa rata non potrà mai superare 1/5 dello stipendio mensile netto continuativo. Vale a dire il 20% dello stipendio netto continuativo. Attenzione, abbiamo detto “netto” non a caso.

Durata

Esistono, però, altre regole che disciplinano questo tipo di finanziamento.

Innanzitutto la durata. Questo tipo di finanziamento ha una durata che va da 24 a 120 mesi (10 anni).

Polizza assicurativa

Inoltre, il finanziamento con la cessione del quinto richiede l’obbligo dell’apertura di una polizza assicurativa che tuteli la banca o la società finanziaria in caso di morte o perdita del lavoro da parte del contraente.

In realtà la procedura è piuttosto semplice, perché al contratto di assicurazione ci pensa direttamente l’agenzia alla quale ci si rivolge per l’espletamento di tutte le pratiche così come al suo calcolo della cessione del quinto.

Nel caso in cui, malauguratamente, il contraente perdesse, per qualsiasi motivo, il lavoro l’assicurazione provvederà a reperire il denaro necessario a saldare il debito nei confronti della finanziaria prelevandolo dal TFR del contraente.

Questa clausola vale, ovviamente, solo per i lavoratori dipendenti.

Nel caso in cui, invece, il contraente dovesse morire l’assicurazione interviene a garanzia degli eredi perché procederà a saldare il debito senza rivalersi su essi.

Questo tipo di assicurazione vale sia per i lavoratori dipendenti che per i pensionati.

Pagamento delle rate

Inoltre, la soluzione di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio prevede che il pagamento di ogni rata avvenga tramite trattenuta direttamente in busta paga. Sarà quindi il datore di lavoro a fare da tramite per il pagamento delle rate. È bene ricordare, però, che il contraente resta sempre responsabile per il finanziamento che ha richiesto e che sia stato erogato a suo favore.

Nel caso in cui, lo abbiamo già detto, il dipendente dia le dimissioni o per qualsiasi altro motivo perda il lavoro, il datore di lavoro sarà obbligato a versare quanto, fino a quel momento maturato dal dipendente, presso la banca o la società finanziaria che ha erogato il prestito. La somma sarà quindi utilizzata per saldare il debito.

Calcolo cessione del quinto: stipendio o pensionecalcolo cessione del quinto

Eccoci arrivati alla nostra guida step-by-step sul calcolo della cessione del quinto.

Con queste premesse, fare un preventivo di finanziamento con la cessione del quinto sarà molto semplice. Come calcolare la cessione del quinto:

  1. sottrarre dalla cifra complessiva del nostro stipendio tutte le voci extra riguardanti la retribuzione base (Es. premi di produzione, straordinari, assegni famigliari, ecc.)
  2. Moltiplicare lo stipendio netto così ottenuto per il numero di mensilità annue percepite (di solito 13 o 14).
  3. Dividere il risultato per 12.
  4. Dividere il risultato della precedente divisione per 5 
  5. Il risultato ottenuto sarà il massimo cedibile (che è equivalente alla rata massima mensile).

Riepiloghiamolo con una formula:

  • RataMassima = (((StipendioComplessivo – Extra)*13 o14)/12)/5)
  • Laddove 13 o 14 vanno scelti in base al numero di mensilità percepite annualmente.
  • Per Extra si intendono, ad esempio, i premi di produzione o gli straordinari o, ancora, gli assegni famigliari.

Esempi di cessione del quinto

Per semplificare ulteriormente facciamo una simulazione del calcolo della cessione del quinto con un esempio pratico. Ipotizziamo che il nostro stipendio complessivo sia 1800 euro e che ci siano 300 euro di Extra.

Aggiungiamo, inoltre, che percepiamo 13 mensilità.

  1. Risolviamo la prima operazione tra parentesi : RataMassima =(((1800-300)*13)/12)/5)
  2. Effettuiamo la prima moltiplicazione : RataMassima = (((1500*13)/12)/5)
  3. Effettuiamo la prima divisione: RataMassima = ((19500/12)/5)
  4. Risolviamo la seconda divisione: RataMassima = (1625/5)
  5. Abbiamo ottenuto il risultato : RataMassima = 325 euro

 

Cosa fare in caso di pensione?

Come detto più sopra, il finanziamento con cessione del quinto può essere richiesta anche dai pensionati INPS, INPS ex INPDAP e INPS ex ENPALS.  Nel caso in cui il richiedente sia un pensionato anziché un lavoratore dipendente, cambia in parte la prospettiva.

Infatti, bisognerà procurarsi l’importo netto della pensione mensile. Questa cifra è possibile reperirla sul modello “OBIS M”. Questo documento è rilasciato direttamente dall’INPS, ed è, per questo, un documento più che certificato.

A questo punto il calcolo da effettuare sarà esattamente lo stesso che abbiamo visto qualche riga più sopra.

 

Come fare in caso di pensione minima?

I pensionati possono fare richiesta del finanziamento con cessione del quinto solo se la pensione mensile è superiore alla pensione minima.

Ora, la quota della pensione minima viene fissata di anno in anno. Il consiglio che vi diamo, quindi, è di fare una veloce ricerca su internet o rivolgervi al vostro patronato e cercare la quota della pensione minima fissata per l’anno in corso.

Chi percepisce una pensione al di sotto di questo importo non potrà, quindi, ottenere la quota cedibile e, quindi, non potrà teoricamente usufruire del prestito con la cessione del quinto.

Questo perché la quota cedibile sottratta alla pensione farebbe scendere quest’ultima al di sotto del trattamento minimo.

La pensione minima o trattamento minimo è la cifra che deve essere garantita a ogni pensionato perché possa affrontare le spese della quotidianità per sopravvivere. È per questo che cambia di anno in anno. Essa, infatti, viene adeguata agli indicatori relativi al costo della vita rilevati e trattati dagli istituti statistici (ISTAT al primo posto).

Per poter verificare che la pensione minima non venga intaccata da un’eventuale finanziamento con cessione del quinto il pensionato deve recarsi all’INPS per ricevere la comunicazione di cedibilità della pensione. Questa procedura serve a verificare che la pensione consenta l’esecuzione della cessione del quinto senza incidere sulla cifra minima indispensabile stabilita per legge.

Poiché quando si parla di aspetti economico-legali la lingua rischia di confondere le idee anziché chiarirle, cerchiamo di guardare a un esempio di calcolo cessione del quinto così da comprendere meglio la questione.

Supponiamo che il trattamento pensionistico minimo dell’anno in cui stiamo facendo la valutazione sia di 501,89 euro e che il pensionato che ha la necessità del prestito percepisca una pensione netta di 580 euro.

Il quinto della pensione netta (cioè il 20% di 580 euro) è di 116 euro. A questo punto bisogna verificare se la differenza tra la pensione netta mensile (580 euro) e il 20% di questa (116 euro) sia superiore al trattamento minimo che, lo ricordiamo, è di 501,89 (nel momento in cui facciamo la valutazione, quindi, fate attenzione perché, lo ripetiamo, cambia di anno in anno).

Per verificarlo, basta fare una sottrazione: 580-116 = 464 euro.

Questo valore, purtroppo, è inferiore al trattamento minimo al di sotto del quale non si può scendere.

 

Come calcolare cessione del quinto con pensione minima

Si può, infatti, ricorrere a un’altra soluzione. Per farlo bisogna affidarsi a un altro calcolo:

  • QuotaMassimaCedibile = PensioneNetta – TrattamentoMinimo
  • Questo calcolo rapportato ai numeri appena visti diventa: 580-501,89 = 78,11 euro.

Questa cifra costituisce il massimo cedibile per usufruire del finanziamento con cessione del quinto ma con pensione minima. Così facendo, infatti, viene mantenuto il trattamento minimo pensionistico adeguato alla vita quotidiana e si ha l’opportunità di richiedere il prestito pagando una rata di 78,11 euro che comprende già interessi e altri costi.

Rinegoziare rata del finanziamento

Poiché il finanziamento tramite la cessione del quinto è differente rispetto a un normale prestito personale, cambiano alcuni aspetti di carattere amministrativo che, nel caso del prestito personale, sono normalmente gestiti.

Uno di questi è la rinegoziazione della rata del finanziamento. La legge non prevede, per questo tipo di prodotto creditizio, la possibilità di variare la rata all’interno della durata del prestito.

Esiste, però, la possibilità di rinnovare il contratto ante termine (cioè prima della totale estinzione del prestito). Questo escamotage ci permetterà di poter rinegoziare la durata del finanziamento e, di conseguenza, anche la rata.

Questa operazione, però, non può essere effettuata prima che sia trascorso almeno il 40% del periodo di ammortamento oppure se si dovesse passare da una durata di 60 mesi a una di 120 mesi.

Vediamo come calcolare questi limiti:

  • LimiteRinegoziazione = PeriodoAmmortamento*40%

Ponendo come periodo di ammortamento 36 mesi LimiteRinegoziazione = 36 * 40% Il risultato (14,4) va arrotondato per eccesso. Diventerà, quindi, 15.

Di conseguenza, il finanziamento potrà essere rinnovato ante termine dopo 15 mesi dall’inizio del periodo di ammortamento del prestito.

 

Estinzione prima del termine 

Innanzitutto un aspetto da chiarire è che il Testo-Unico-Bancario all’articolo 125-sexies prevede la possibilità, per ogni consumatore, di rimborsare anticipatamente “in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore”.

Ma conviene farlo? E se sì, quando conviene?

Il punto di domanda non è messo a caso, perché non sempre vi è convenienza nell’effettuare questa operazione.

Vanno prima di tutto valutati due aspetti:

  1. Pagamento di eventuali penali 
  2. Vicinanza o meno alla naturale scadenza del prestito

Per quanto riguarda il punto 1 una penale sarà prevista solo per contratti di prestito che superino i 10.000 euro. La penale non potrà superare l’1% del capitale residuo se all’estinzione del debito mancano ancora più di 12 mesi. Penale che scende al di sotto dello 0,5% nel caso in cui i mesi residui siano meno di 12.

Relativamente al punto 2, invece, più ci si avvicina al termine naturale del prestito meno conviene estinguerlo anticipatamente, in quanto avremo pagato gli interessi fino a quel momento.

Ci sono, poi, delle categorie di costi (detti costi accessori) che costituiscono sempre un dubbio per i consumatori e che, non sempre, vengono rimborsati di fronte a un’estinzione anticipata del debito. Parliamo dei costi che la finanziaria ha sostenuto per l’apertura della pratica o per la valutazione del merito creditizio. Spese che non sarà possibile vedersi rimborsare, anche perché sono spese che l’agenzia sostiene sia per prestiti relativamente brevi che per prestiti lunghi.

Ci sono, poi, dei costi che il consumatore sostiene mensilmente e che sono inclusi nella rata: parliamo, ad esempio, dei costi degli interessi e dei costi dell’assicurazione. In questo caso il consumatore vedrà riconosciuti gli interessi non dovuti al debitore per via dell’estinzione anticipata del debito e le spese assicurative relative al periodo di polizza non goduto dal consumatore stesso.

Come richiedere l’estinzione in anticipo

La procedura per l’estinzione anticipata si avvia inviando una PEC o raccomandata all’istituto di credito con il quale è stato stipulato il contratto. L’istituto avrà 10 giorni di tempo per rispondere al consumatore e per inviare un documento riepilogativo comprendente le indicazioni del conto corrente su cui effettuare il versamento. Nel documento riepilogativo dovrebbero essere anche presenti i calcoli relativi ai rimborsi per il cliente. Nel caso non fossero presenti, il cliente potrà fare una richiesta diretta all’istituto stesso e, in caso di mancata corresponsione, potrà rivolgersi all’Arbitrato Bancario e Finanziario che prevede tempi di intervento più veloci rispetto al processo in sede civile.

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