Walliance Recensioni: la nostra guida 2020

Il mondo del digitale ha permesso la nascita e negli ultimi tempi una crescita propulsiva di molteplici forme di investimento fino a pochi anni fa destinate a grandi se non grandissimi finanziatori. Tra i panorami che hanno attratto maggiormente (e continuano a farlo) anche i piccoli investitori, spicca il real estate crowdfunding, una forma di investimento che, secondo le stime diffuse negli anni da Forbes e da altri osservatori di settore, ha conosciuto una crescita molto rapida a livello globale (le cifre esatte di mercato variano parecchio da fonte a fonte e vanno quindi prese con la cautela del caso).

In questo filone (nello specifico quello dell’equity crowdfunding) si inserisce anche la start-up italiana Walliance.eu. Nata nel 2016 a Trento da parte del gruppo Bertoldi, holding familiare (in mano ai fratelli Giacomo e Gianluca Bertoldi), Walliance opera da anni nel settore immobiliare con consulenze nell’ambito del “property management” e di investimenti proprio nel settore degli immobili.

La novità proposta dal portale è costituita dalla possibilità offerta ai clienti di investire anche piccolissime somme (si parte, nella fascia “Standard”, da soli 500 euro — oggi Walliance propone anche una fascia “Young” con minimo di 50 euro per gli under 30, mentre le fasce più alte richiedono importi ben superiori) in progetti immobiliari ad alto potenziale e con elevati livelli di rischio.

Ma come funziona Walliance.eu (anche dal punto di vista fiscale), quali sono i guadagni promessi dalla piattaforma e quali i giudizi degli investitori che l’hanno già provata? Lo vediamo in questo articolo di approfondimento.

Walliance.eu e l’equity crowdfunding: cos’è e come funziona

Prima di entrare nel merito circa il funzionamento preciso di Walliance.eu, è forse meglio chiarire in un certo senso la terminologia e il vocabolario.

Di cosa parliamo quando definiamo Walliance.eu una piattaforma di equity crowdfunding?

Innanzitutto chiariamo il senso del termine crowdfunding: con questo termine anglosassone si definisce una “raccolta fondi” che si sviluppa attraverso gli strumenti digitali messi a disposizione dal web per mettere in contatto tra loro le persone ed estendere il proprio “messaggio” o “ prodotto” il più possibile nel mondo.

Si tratta, in sostanza, di uno strumento virtuale che permette a tutti di finanziare attività di economia reale. Nel caso in esame si finanziano operazioni in ambito immobiliare. Altri player che in passato hanno operato in questo ambito in Italia sono Housers e CrowdEstate: va però segnalato che, a differenza di Walliance (vedi sotto), nessuna delle due risulta oggi iscritta nel registro ESMA dei fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati a operare in Italia. Housers, in particolare, da febbraio 2026 ha cambiato gestione e marchio diventando “Crowpire”, in un contesto segnato da diverse segnalazioni di investitori che lamentano fondi ancora bloccati da anni; CrowdEstate (piattaforma estone) risulta invece priva di una specifica autorizzazione come fornitore di servizi di crowdfunding o impresa di investimento. Prima di investire su piattaforme di questo tipo conviene quindi sempre verificare lo stato di autorizzazione aggiornato sul registro ESMA.

Esistono varie tipologie di crowdfunding.

Quattro per la precisione:

  • Donation che si distingue per essere una “semplice” donazione da parte di un finanziatore verso un’impresa o un progetto messo in piedi da un imprenditore e non prevede alcuna ricompensa per il finanziatore.
  • Reward che, a differenza del primo, prevede uno “scambio”, tanto che il finanziatore otterrà una ricompensa in prodotti o servizi, proporzionalmente alla cifra versata.
  • Social Lending si costituisce in una sorta di prestito diretto tra “finanziatori” e “finanziati” senza intermediari. Una sorta di prestito definito dai più “peer-to-peer” che sottolinea la metodologia di prestito diretto.
  • Equity è invece il metodo adottato da Walliance e consiste nella possibilità, per gli investitori, di accedere a quote o azioni del progetto nel quale si è deciso di investire.
walliance

Grazie all’equity crowdfunding che è stato sposato da Walliance come tipologia di crowdfunding immobiliare più attinente alla propria policy, l’investitore potrà acquisire quote della società che gestisce l’investimento immobiliare.

Tramite l’investimento, quindi, la persona che deciderà di puntare su di un progetto ne diventerà in automatico “socio finanziatore”.

Il ruolo svolto da Walliance in tutta l’operazione sarà quello di mettere in relazione finanziatori ed imprese che necessitano del finanziamento, gestendo per loro conto tutte le operazioni necessarie.

Walliance.eu come funziona la raccolta dei fondi

Tutta l’operazione di raccolta dei fondi avviene attraverso un portale web (www.walliance.eu) la cui funzione si delinea in molteplici definizioni: da quella di presentare i progetti immobiliari sui quali decidere di investire alla vera e propria raccolta dei capitali che provengono dai tantissimi piccoli investitori.

Il portale è autorizzato a operare come fornitore di servizi di crowdfunding ai sensi del Regolamento (UE) 2020/1503 (il cosiddetto ECSPR, European Crowdfunding Service Providers Regulation), in vigore in tutta l’Unione Europea dal novembre 2021 e pienamente applicabile in Italia dal 10 novembre 2023. Walliance risulta autorizzata in questa veste (con autorizzazione datata 8 novembre 2023) e iscritta nel registro ESMA dei fornitori di servizi di crowdfunding, con Consob quale autorità nazionale competente; nel frattempo la società ha assunto anche la veste di SIM (Società di Intermediazione Mobiliare). Si tratta di una cornice normativa più aggiornata e armonizzata a livello UE rispetto al precedente Registro dei gestori di portali per la raccolta di capitali di rischio (pensato in origine solo per le start-up innovative) citato nelle versioni meno recenti di questo articolo. Detto questo, come per qualsiasi investimento ad alto rischio, nessuna autorizzazione regolamentare equivale a una garanzia sul capitale investito: l’affidamento dei propri capitali al portale resta quindi un’operazione regolamentata, ma non priva di rischi.

Proprio in questa direzione Walliance è un servizio totalmente trasparente che permette garanzie totali per gli investitori.

Registrazione

Per poter diventare un finanziatore e quindi un investitore, sarà sufficiente registrarsi sul portale (l’operazione può essere fatta anche utilizzando le proprie credenziali di accesso Google o Facebook) e passare poi in rassegna tutti i progetti (e quindi gli investimenti) disponibili sul portale nel momento in cui lo si sta consultando.

Gli investimenti

Per ogni progetto sarà possibile vedere un riepilogo generale che mostra:

  • Obiettivo dell’investimento che indica la cifra target alla quale l’investimento dovrà arrivare;
  • ROI YR stimato, che indica la stima percentuale del ritorno dell’investimento;
  • ROI definitivo indica la percentuale finale di ritorno sull’investimento;
  • Durata stimata che precisa la durata totale dell’investimento
  • Status, che mostra lo stato di avanzamento degli investimenti nel progetto.

Se si fa click su uno dei progetti di interessi, il portale aprirà poi una scheda dettagliata sul progetto in essere. Nelle indicazioni fornite non solo rientreranno quelle già presentate nel riepilogo, ma anche un preciso dettaglio del progetto.

A partire dal progetto immobiliare sul quale si sta definendo l’investimento (presentato anche attraverso video esplicativi) per arrivare alla presentazione della società che propone l’investimento.

Molto ricca di dettagli, la sezione inerente il progetto presenta le specificità del mercato immobiliare della zona in cui l’investimento verrà attuato, il tipo di intervento immobiliare e i “perchè” di una convenienza nella scelta di quel determinato progetto.

A questi dati, inoltre, si affiancano specifici grafici: uno che mostra l’andamento del mercato immobiliare nella zona in cui si sta progettando l’investimento; l’altro che individua e valuta 6 elementi base utili per una determinazione della validità dell’investimento in quel determinato progetto.

I 6 elementi base sono:

  • Popolazione,
  • Valutazioni economiche,
  • Trend di mercato,
  • Interesse del mercato,
  • Condizioni d’uso,
  • Coerenza delle superfici.

Il grafico, realizzato tramite un diagramma di Kiviat (più comunemente conosciuto come grafico a radar) permette un’immediata valutazione di questi sei elementi base di controllo dell’investimento.

Dettaglio investimenti

Oltre a questo, la pagina di dettaglio mostra anche tutte le planimetrie delle abitazioni facenti parte del progetto e una serie di tabelle riepilogative di tutti gli indicatori economici del progetto, a partire da costi/ricavi, la struttura finanziaria comprensiva di tipologia di investitori, soggetti e importi e il ROI fino a quel momento generato.

Se si decide di investire in quel determinato progetto saranno sufficienti appena due minuti per poter effettuare l’investimento tramite carta di credito o bonifico bancario. L’accordo è veloce e sicuro e non prevede rischi per l’investitore.

Quanto si guadagna con Walliance? La tassazione italiana.

L’indicazione della quota di guadagno grazie a Walliance è variabile e la si trova presentata sia nella griglia riepilogativa i progetti di investimento, sia nelle schede di dettaglio dei progetti stessi.

I vari ROI (Return on Investment) target indicati dalla piattaforma variano da progetto a progetto, in base alla tipologia di progetto, alla location dell’operazione immobiliare e al mercato del real estate specifico per quella località: quando scrivemmo questo articolo per la prima volta, i progetti allora attivi mostravano rendimenti target compresi tra il 7,99% e il 14,61%, mentre analisi di settore più recenti hanno stimato un ROI medio sui progetti conclusi nell’ordine del 9-10% annuo. Si tratta in ogni caso di rendimenti target o stimati, non garantiti: lo stesso Walliance precisa che i rendimenti indicati sono al lordo di imposte e costi e che i risultati passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri. Per il dato realmente aggiornato, l’unica fonte attendibile resta la scheda di ciascun progetto attivo sul portale al momento della consultazione.

In termini di tassazione, per le persone fisiche si applica generalmente una ritenuta/imposta sostitutiva del 26% sui proventi percepiti (in linea con il regime previsto per i redditi di capitale assimilati ai dividendi); per le persone giuridiche soggette a IRES, grazie al regime di parziale esenzione previsto per i dividendi da partecipazioni (art. 89 del TUIR), risulta invece imponibile solo il 5% dell’importo percepito, che viene poi tassato all’aliquota IRES ordinaria (attualmente il 24%): non si tratta quindi, in senso stretto, di un’“aliquota” separata del 5%, come si potrebbe leggere, ma della quota di provento su cui si applica la tassazione ordinaria.

Per quanto concerne la natura di questa tipologia di investimento si applica il regime fiscale ordinario previsto dal TUIR cioè il Testo Unico delle Imposte sui Redditi che raccoglie IRPEF, IRES e Trattazione delle disposizioni comuni. Il riferimento reddituale è quello afferente alla partecipazione al capitale societario, in quanto il reddito percepito dall’investitore sull’investimento fatto può essere qualificato come “di capitale” o “finanziario”.

Per ogni chiarimento, in ogni caso, è sempre utile rivolgersi al proprio consulente fiscale di fiducia, il quale saprà rispondere a tutti i quesiti in materia di imposte e aliquote su questa tipologia di investimenti.

Opinioni degli utenti su Walliance

Aggiornando il dato, Walliance vanta oggi un punteggio TrustScore di circa 4 stelle su 5 (“Great”) su Trustpilot, basato su alcune centinaia di recensioni: un campione molto più ampio (e quindi più significativo) delle 17 recensioni che, con una valutazione di 4,5 stelle, erano disponibili quando scrivemmo per la prima volta questo articolo. Descritta nel complesso come una piattaforma seria, i punti di forza di Walliance più citati dagli utenti restano la professionalità del team, l’attenzione nella selezione dei progetti e la trasparenza degli aggiornamenti, anche se — come per qualsiasi piattaforma di crowdfunding immobiliare — non mancano recensioni più critiche, legate in particolare ai tempi di alcuni progetti.

Molto ben valutati sono anche la competenza e la professionalità del personale sempre pronto a rispondere ai dubbi oltre che la semplicità di utilizzo.

Walliance.eu si presenta quindi come la scelta migliore per tutti quegli investitori che avessero la volontà di investire in campo, com’è quello del real estate, fino a poco tempo fa appannaggio solo dei grandi investitori.

Basteranno solo 500 euro per poter iniziare a investire nel campo immobiliare e veder crescere così il proprio capitale.

Una tipologia di investimento, questa dell’equity crowdfunding, reso possibile dalle grandissime risorse comunicative offerte dalla rete internet e che comportano la nascita di forme di investimento fortemente innovative.

Una possibilità notevole, non solo per gli investitori, anche i più piccoli, ma anche per le imprese che abbiano necessità di capitali per poter realizzare i propri progetti immobiliari.

L’apertura dell’equity crowdfunding anche alle PMI in forma di Srl (prima riservato alle sole start-up e PMI innovative) risale al D.L. 24 aprile 2017, n. 50 (la “manovra correttiva” del 2017 — si tratta del decreto legge numero 50, e non, come si legge talvolta per una confusione tra i due numeri, di un “articolo 50” interno a un diverso decreto), che ha introdotto una deroga all’art. 2468 del Codice Civile consentendo anche alle Srl di raccogliere capitale di rischio tramite portali online. Oggi, però, il quadro normativo di riferimento per la raccolta di capitali tramite portali come Walliance è soprattutto quello del Regolamento ECSPR (Regolamento UE 2020/1503) già citato sopra, che fissa a 5 milioni di euro su 12 mesi la soglia massima raccoglibile da ciascun singolo progetto tramite crowdfunding senza dover ricorrere agli adempimenti previsti per una vera e propria offerta al pubblico. La soglia dei 5 milioni di euro indicata nella versione originale di questo articolo, quindi, resta un riferimento tuttora corretto, anche se la sua base normativa attuale è diversa da quella menzionata allora (e, va detto, a livello europeo è in corso un dibattito, non ancora concluso, sull’opportunità di alzarla).

Walliance, nei suoi primi anni di attività, ha lavorato anche in partenariato con soggetti come la banca Finint e l’incubatore Trentino Sviluppo (quest’ultima partnership, ad esempio, risale al 2017). Non abbiamo trovato conferme di partnership attualmente in corso con questi specifici soggetti, per cui questo dato va considerato storico e, prima di darlo per scontato, andrebbe riverificato sul sito ufficiale di Walliance.